L’ARTE È NATA BASTARDA. NON È MAI STATA PURA. È SEMPRE STATA MISTA, METICCIA, DILAGANTE. HA SEMPRE TRACIMATO DAI CONFINI, ASSORBENDO MATERIALI, SIMBOLI, CORPI, CULTURE. QUESTA NON È UNA CATEGORIA: È UNA CONDIZIONE ORIGINARIA.
PITTURA, SCULTURA, OGGETTI ESISTENTI, OBJET TROUVÉ, FRAMMENTI CARICHI DI STORIA E USO. ELEMENTI CHE PORTANO CON SÉ UN’ANIMA, UNA MEMORIA CULTURALE, UNA VITA PRECEDENTE, E CHE, ENTRANDO NELL’OPERA, SI TRASFORMANO. NULLA VIENE CANCELLATO. TUTTO VIENE SPOSTATO.
GLI OGGETTI CAMBIANO FUNZIONE, PERDONO LA LORO UTILITÀ PER ASSUMERNE UNA ALTRA, POETICA. IL LORO SIGNIFICATO NON È FISSO: SCIVOLA, SI MOLTIPLICA, SI REINVENTA. È GIOCO SERIO, ANTICO, NECESSARIO.
È IL GESTO DI RIMESCOLARE LE CARTE PER RENDERE VISIBILE CIÒ CHE È SEMPRE STATO LÌ. RIDESCRIVERE NARRATIVE ESISTENTI, SABOTARLE, INVENTARNE DI NUOVE.
LE OPERE NON VENGONO SPIEGATE: PARLANO TRA LORO. CREANO CORTOCIRCUITI TRA SACRO E PROFANO, INFANZIA E MITO, ISTINTO E CULTURA. I MONDI SI INCONTRANO, SI URTANO, SI CONTAMINANO.
È UN ATTO DI LIBERTÀ BASTARDA. ASSOLUTA. UN’ARTE CHE NON CERCA ORDINE, MA VERITÀ. UN’ARTE CHE NON SEPARA, MA MISCHIA.